Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2018 alle 10:49

Terremoto nelle Marche, magnitudo 4.6: epicentro a Muccia, “gravi danni”

Una forte scossa di terremoto si è verificata alle 5.11 di questa mattina nelle Marche. La prima stima dell’Ingv parla di magnitudo 4.6 e di epicentro a 2 km da Muccia, in provincia di Macerata, a 9 km di profondità. Il sisma è stato avvertito anche in Umbria, nel Lazio e in Abruzzo. Al momento non si segnalano danni alle persone. Quanto alle strutture, la scossa – riferisce il sindaco di Muccia, Mario Baroni – ha fatto crollare il campanile della Chiesa del 600 Santa Maria di Varano. A Pieve Torina – spiega il sindaco Alessandro Gentilucci – 4 famiglie che vivevano nelle casette sono state fatte evacuare per precauzione. Oggi, nel paesino del maceratese, scuole chiuse. Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, terrà una riunione questa mattina con i sindaci dei Comuni del Maceratese interessati dalla scossa. Il vertice si terrà a Pieve Torina. Obiettivo di Borrelli e dei suoi collaboratori è una verifica diretta della situazione, oltre che sottolineare l’immediata presenza del Dipartimento della Protezione civile sul territorio.

Borderline24 – Bari@Borderline_24

Marche, scossa di terremoto di magnitudo 4.6: crollato il campanile della chiesa a Muccia

Immediata la reazione del governo. «Ancora scosse, danni, paura. La Protezione civile impegnata sul posto con i sindaci e le popolazioni colpite». Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Secondo gli esperti tale sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di circa 1200 chilometri quadrati, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo. La zona interessata dai terremoti di questi ultimi giorni si era attivata a fine ottobre 2016, tra il 26 e il 30 ottobre, quando sono avvenuti alcuni dei più forti eventi sismici della sequenza: quelli del 26 ottobre di magnitudo Mw 5.4 e magnitudo Mw 5.9 e quello di magnitudo Mw 6.5 del 30 ottobre 2016. Se si considera l’evoluzione temporale della sequenza sismica complessiva e l’energia rilasciata da tutti gli eventi sismici, si nota che negli ultimi mesi del 2017 sono stati localizzati
una media di 30-40 eventi al giorno. I primi di marzo 2018 la sismicità è aumentata superando in un caso i 100 eventi al
giorno e anche in questi primi giorni di aprile ha superato i 140 eventi al giorno. Questo aumento di sismicità è prevalentemente concentrato proprio nel settore più settentrionale del sistema di faglie attivato nel 2016, vicino ai comuni di Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana, sempre provincia di Macerata. L’incubo sisma ha risvegliato immediatamente il ricordo delle popolazioni dell’area. In molti, pochi minuti dopo la sequenza sussultoria, si sono riversati per strada. «Ancora scosse. Non si può stare ad aspettare, bisogna subito attuare la messa in sicurezza e le demolizioni. Questa notte si è ballato parecchio in tutto il maceratese» ha spiegato la portavoce dei terremotati di VissoUssitaCastelsantangelo sul Nera, Maria Teresa Nori.http://www.liberoquotidiano.it/

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